Come scrive Carlo Bozzelli, nel suo libro “Il Codice dei Tarocchi”, il Tarot può essere definito lo yoga dell’Anima. Yoga è una parola di origine sanscrita che vuol dire unione, intesa come l’unione della nostra parte terrestre con il divino.

Tutto il sistema dei Tarocchi ci porta infatti ad attraversare il dualismo della nostra realtà terrena per giungere poi a trascenderlo nell’unione divina.

Il dualismo è il principio del Tao, formato dal bianco e dal nero che si uniscono in un’unica sintesi, in un cerchio dove in ognuna delle parti c’è un po’ dell’altra. Il principio del dualismo è alla base di molti insegnamenti esoterici come quelli della scuola pitagorica e dello gnosticismo, nei primi secoli dopo Cristo.

Il percorso evolutivo rappresentato dai Tarocchi, è caratterizzato da concetti opposti:

anima – personalità;

terrestre – celeste;

maschile – femminile.

Il mazzo é formato da 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori. Il termine Arcano deriva dal latino arcanus, etimologicamente congiunto ad arca con il significato di scrigno. Lo scrigno non è una semplice scatola, ma un forziere dove sono custoditi oggetti di particolare valore, dei segreti appunto. Aprire il mazzo dei Tarocchi, equivale ad aprire lo scrigno per entrare in contatto con la rivelazione di un segreto, il sapere segreto delle antiche scuole misteriche che riconoscevano nel “femminile” il principio creatore di tutto l’Universo.

Durante il XV secolo, in Italia, nel periodo tra il 1442 e il 1447, il duca Filippo Maria Visconti, commissionò al pittore di corte Francesco Zavattari, un mazzo di carte, di grande valenza artistica, ma anche ludica.

In realtà i Tarocchi sono molto più antichi, la loro origine risale all’antico Egitto, infatti a Menphis, nel Tempio dell’Iniziazione, sono stati trovati 22 affreschi, raffiguranti i 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi: intesi come 22 porte o iniziazioni, che l’uomo, in cammino verso un percorso spirituale, deve attraversare.

Nell’antico egizio, la parola TAROT, significa Via Regale, riferito, infatti, al percorso dell’uomo, per ritrovare la porta del cielo, la liberazione dell’Anima dal ciclo del Karma e delle reincarnazioni.

Un vero e proprio pellegrinaggio spirituale quindi, per ritrovare la sua vera essenza: la realizzazione dell’Anima, attraverso il riconoscimento della Coscienza Cristica, che consultando le carte, entra in azione!

Questo viaggio iniziatico è il vero scopo del Tarot!

Esistono moltre altre etimologie, a cui può riferirsi la parola “Tarot”: Turuq – araba; Tora- ebraica; ecc.

In sostanza stiamo parlando di Archetipi, quindi è impossibile far risalire il Tarot ad una cultura specifica.

Ma cosa si intende esattamente con la parola Archetipo?

L’Archetipo è oltre il tempo e lo spazio, esiste da sempre in quanto è all’origine di ogni cosa.

Platone usava questo termine per riferirsi all’origine delle cose sensibili, ovvero di tutto ciò che è percepibile dai nostri sensi fisici.

Per comprendere bene questa teoria, vi racconto il mito della caverna di Platone:

– Immaginiamo una caverna buia, con solo un fuoco tenue che illumina l’oscurità, (il nostro stato di coscienza basso), in questa caverna ci sono degli uomini legati ad un muro. Dietro il muro, alle loro spalle, ci sono degli uomini liberi che camminano. Dall’altra parte del muro, sulla parete di fronte, si proiettano le ombre di questi uomini, che stanno passeggiando. Quindi, gli uomini incatenati, pensano che quelle ombre sono degli uomini veri, quando in realtà sono solo le proiezioni degli uomini che stanno camminando liberi.

Entrare in contatto con gli archetipi, significa ritornare in contatto con il luogo originario (archè = origine), dove la nostra anima sapeva, conosceva e viveva di verità e libertà.

Questo luogo, nel mito, è rappresentato, appunto dal “mondo esterno” la caverna dei prigionieri.

Si può dire che i Tarocchi ci rimettono in contatto con l’Anima e il suo profondo sapere oltre il tempo e lo spazio.

Secondo il filosofo Platone, l’anima, prima di incarnarsi sulla Terra, vive nell’Iperuranio, o mondo delle Idee. Le Idee sono gli archetipi, le verità originarie. Lì l’Anima è in contatto con la conoscenza pura. Sa di sapere, è libera!

Per poter evolvere e rafforzarsi, l’Anima sceglie di incarnarsi sulla Terra, dove affronterà delle prove difficili, entrando in contatto con il mondo delle forme, ossia la realtà illusoria che sperimentiamo attraverso i cinque sensi. Queste prove sono esattamente 21, e sono le diverse porte degli Arcani. L’anima (Il Matto, l’unica carta non numerata), si mette in cammino, un cammino in salita, perchè l’ultima porta riconduce al cielo (Iperuranio).

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